La Stella dei Magi e il Sarcofago Decifrato

La Stella dei Magi e il Sarcofago Decifrato

di: Teodoro Brescia

Disponibilità: Disponibile

Prezzo di listino: € 12,00

Special Price € 10,20

 
LIBRO DELLA SETTIMANA! L’autore, individuando e decifrando la mappa, conferma quanto già dimostrato nelle sue precedenti ricerche: la stella vista dai Magi era la Stella di Davide,
Codice: 9788889983379
Pagine:  160
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Dopo 2000 anni, una straordinaria scoperta archeologica svela il mistero della Stella dei Magi: la mappa astronomica incisa sul sarcofago paleocristiano di Boville che ritrae la volta stellata nella mezzanotte dell’avvento di Gesù. L’autore, individuando e decifrando la mappa, conferma quanto già dimostrato nelle sue precedenti ricerche: la stella vista dai Magi era la Stella di Davide, un segno astrologico ben noto e atteso, che si disegnò in quella notte con l’aiuto di un fenomeno inaspettato: la famosa “cometa”.

SEGNALIAMO UN SERVIZIO DI TG LEONARDO DEL 04/03/2015 RELATIVO ALLO STUDIO DEL DR. BRESCIA, TRATTATO IN QUESTO LIBRO (Min. 4.10)

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a8ab3e20-2b2f-4013-b8a3-664e6c56fb50-tgr.html?refresh_ce#p=0

Recensioni utenti

Un testo sicuramente stimolante Recensito da Antonio Boncristiano
In tempi non tanto passati si usava, nei paesi del Meridione, passare per le case con una botte piena di acqua ghiacciata caricata su un carretto, nei giorni di calura, a vendere dosi del povero ma agognato prodotto. Da cui il motto “non chiedere all’acquaiolo se l’acqua è fresca” significando che avrebbe detto meraviglie su quanto fosse fredda quand’anche stesse bollendo. Venendo a questa recensione la mia tentazione di fare come l’acquaiolo, ovvero usare iperboli di apprezzamento è temperata dal timore di ottenere l’effetto contrario. Tuttavia siamo di fronte ad un testo che rimarrà a lungo nel dibattito intorno a Gesù, alla sua esistenza storica, al suo ruolo nel destino degli uomini.
Perché quello di Teodoro Brescia è un saggio che non propone visioni o teorie personali, per quanto apprezzabili, non introduce particolari od eclatanti nuovi fatti storici, ma riscopre e dimostra con una ricerca puntigliosa, accurata e dottissima un’antica, quanto ancora estremamente diffusa fra le classi umili, conoscenza.
Ma più che il sottoscritto potrebbe parlare il grande Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”. Attraverso la sua affezione, comune a tanti credenti, quasi maniacale per il Presepe. Per il posto da riservare al Bue ed all’Asinello rispetto alla mangiatoia, perpetuando ciò che prima di lui era noto ai suoi nonni e ancora agli avi degli avi. Attraverso il Presepe si è trasmesso un codice di conoscenza simbolico che lega la Natività a precisi dati astronomici. Brescia decritta con sapienza il legame fra un’antica rappresentazione della Natività, il sarcofago paleocristiano dell’Adorazione dei Magi di Boville Ernica, in provincia di Frosinone, e precise congiunzioni astronomiche conosciute dai Sapienti dell’epoca, e non solo da loro, i Magi. In realtà Teodoro Brescia fa molto di più. Affronta i cardini fondanti la stessa metodologia della conoscenza di oggi e del passato, mostrandone le diversità e la validiità del modello di pensiero degli antichi con ciò recuperando a dignità e legittimità epistemologica l’utilizzo che essi facevano dell’Astrologia, oggi appiattita a sinonimo di ciarlatanismo, e di altre forme di conoscenza, quale quella esoterica.
La collocazione temporale, che il sarcofago rivela, ancora alla realtà storica l’esistenza fisica di Gesù, andando a confortare le scarse notizie dirette al riguardo contenute soprattutto in affermazioni di Giacomo il Giusto e in scritti di Giuseppe Flavio. Dato il peso, a dir poco enorme, di tale conferma l’autore si sofferma nella prima parte del testo con estrema competenza nell’analisi del sarcofago e dell’identificazione di una serie di fori posti in parti non casuali dell’immagine della Natività con le costellazioni zodiacali legate astronomicamente alla data della nascita di Gesù, fornendone una dimostrazione inoppugnabile. Costellazioni non casuali, ma che formano astrologicamente la Stella di Davide, segno parte di un codice di simboli sacri atteso dai Magi e indicato dai profeti, con ciò identificando la natura simbolico ed esoterica, ma non fisica, della “cometa”.
Corollario fondamentale di tutto l’impianto deduttivo messo in atto dallo studioso è la focalizzazione dei molteplici quesiti che sono tema di dibattito sulla figura di Gesù. Dai criteri adottati per stabilire la veridicità dei vangeli canonici ed apocrifi, all’analisi delle figure dei Magi, all’essenza del giudaismo, al recupero della conoscenza ermetica contenuta in vari autori della tradizione cristiana e non, quali papa Leone Magno od Origene, piuttosto che Virgilio, per finire all’analisi delle varie datazioni ed ai moderni studi sul tema.
Brescia spazia con competenza su tutti gli argomenti e spazza via tutta una serie di false credenze incancrenite, consentendosi anche un garbato colloquio a distanza con le opere di Benedetto XVI, laddove ne mette in rilievo alcune incongruenze, svincolando la figura di Gesù dal ruolo cristallizzato della visione cattolica e consegnandolo ad un destino storico di Messia per tutti i popoli della terra.
Non meno di ampio interesse, nella seconda parte del saggio, Brescia approfondisce la simbologia astrologica ed esoterica perpetuata negli stessi stilemi grafici cattolici, nonostante l’apparente ripudio esteriore. Fra questi i diversi simboli della Croce (da quella iscritta a quella greca per arrivare a quella papale) o la stessa Porta Alchemica. Conoscenza ermetica che rivela parallelismi straordinari fra la figura del Cristo ed altre figure storiche, non ultima quella di Ottaviano Augusto sulla cui figura l’autore dedica pagine di grande rilievo. Ma la stessa morte di Gesù, come analizza l’autore, è contemplata nei segni astrologici capitali, quali il trigono.
Una morte in cui modalità esteriori e significati culturali, storici e religiosi si intrecciano radicalmente e la cui decrittazione non può essere affidata alla sola cultura contemporanea ma presuppone il recupero di una antica ma ancora presente matrice sapienziale. Recupero che Teodoro Brescia fa da par suo e mostra agli occhi di noi moderni con estrema semplicità ed immediatezza attraverso un testo agile e godibile.
Dunque, l’acqua è freschissima. Tanto che ad abbeverarsi alla fonte del nuovo/antico sapere sono gli stessi ambiti universitari nei quali il saggio di Brescia ha innescato vasta risonanza ed apprezzamento al punto che il libro sarà oggetto di presentazioni accademiche e pubbliche che ci premureremo di portare a conoscenza dei nostri lettori.
Non mi resta che augurarvi di dissetarvi.

(pubblicato il 27/05/2014)


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